ISAV promuove il rispetto per i malati

ISAV promuove il rispetto

ISAV promuove un maggiore rispetto e consapevolezza del proprio ruolo e del proprio valore.

ISAV promuove il concetto di rispetto

Con il termine “rispetto“, dal latino respectus, respicere, significa guardare indietro, ossia RI-guardare. Riguardare qualcosa di già visto implica una maggiore attenzione, un atteggiamento di ricerca. Si torna a guardare quando si è perso qualcosa o si teme di averlo perso. Si torna a guardare quando si vuole cogliere un dettaglio o si cerca qualcos’altro. Il rispetto, dunque, implica un affinamento delle capacità  percettivo-sensoriali e un potenziamento dell’attenzione che, nei riguardi dell’altro, si traduce in termini di sensibilità, disponibilità all’accoglienza e capacità empatica.

Occorre superare i dualismi

Dualismi tra mente e corpo, tra emozionalità e razionalità, tra passato e presente, tra tutti gli opposti e le contrapposizioni. Dualismi che talvolta, rendono la persona distratta e poco attenta al rispetto. Inoltre mobilitano energie ed insospettate risorse. In ISAV si educa ad un approfondimento personale alla conoscenza di sé. Ci si concentra su quei tratti che rendono una persona unica ma universalmente umana, consentendo di rintracciare nelle diversità altrui, quei tratti che accomunano tutti gli esseri umani senza alcuna esclusione pregiudiziale. La conoscenza di sé è presupposto per il riconoscimento dell’altro, la cui diversità è dialetticamente assunta come arricchimento.

ISAV educa al “percorso del rispetto”

Il progetto ha come meta il raggiungimento di un rapporto più significativo con se stessi e con gli altri. Il percorso è strutturato in modo circolare dove il futuro avanza ma penetra nelle scelte e RI-guarda. Coglie l’altro, fa nuove scoperte insieme all’altro ed in sé. In gioco mettiamo le abilità personali ed altrui accantonate e disperse, sperimentando possibilità alternative, sondandone le potenzialità. C’è bisogno di approfondire l’identità di relazione attraverso la riscoperta ed il rafforzamento dell’unitarietà corpo-mente. Oppure attraverso la riorganizzazione spazio-temporale in rapporto alle diversità reciproche ed all’ambiente esterno.
In ISAV si sviluppa una maggiore attenzione alla propriocezione, coinvolgendo la sfera sensoriale, la voce e la memoria
ISAV procede alla nascita di nuovi linguaggi di relazione in un ambito di “gruppo ISAV” dove ognuno vive una realtà complementare e reciprocamente trasformante dove la conoscenza di sé è il presupposto per il riconoscimento ed il rispetto dell’altro. In ISAV il corpo è vivente ed è sensazione e rimando di significati vitali. Non abbiamo malati Sla ma rapporti che diano opportunità alla persona di poter ritrovare tutti quegli equilibri indispensabili per poter fronteggiare adeguatamente la vita. Il percorso del rispetto che si è attivato nel corso di formazione del volontariato ISAV, consente una nuova valida e concreta possibilità di risveglio e l’opportunità di vincere ogni tipo di alterazione, costruendo sensazioni di forza e di certezze per un presente ed un futuro migliore.
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