Ripercussioni del virus sui malati di sla in Abruzzo

Ripercussioni del Covid-19 sui malati di Sla in Abruzzo

Ripercussioni del Covid-19 sui malati di Sla in Abruzzo. A quasi un mese dal primo decreto ministeriale del Governo vogliamo fare il punto sull’argomento.

Dobbiamo prendere atto che il covid-19 è pericolosissimo già in sé, figuriamoci per chi già è affetto da altre patologie.

La Sla è una malattia fortemente collegata all’apparato respiratorio dove normalmente una semplice febbre o peggio una polmonite vuol dire accelerare il decorso della malattia. Il  Covid-19 è mortale per i malati di Sla e per quelle patologie di cui soffrono le persone immuno-depresse. La velocità della sua diffusione da un lato, ha creato una vera e propria pandemia, dall’altro un grande senso di paura. Il governo con il primo DPCM dell’8 marzo ha introdotto le prime regole che poi sono diventate sempre più ferree con il diffondersi dell’epidemia. Ad oggi però la curva dei contagi ci mostra che non ancora abbiamo raggiunto l’apice dei contagi e che la via per uscirne è lunga, molto lunga.

In virtù di ciò, quali sono le ripercussioni del Covid-19 sui malati di Sla Abruzzesi?

L’Abruzzo sta vivendo una situazione di contagio grave ma non gravissima rispetto alle Regioni dell’Italia settentrionale. Questo è dovuto al fatto che i primi focolai si sono sviluppati al di fuori del territorio Regionale. Tuttavia i casi di contagio sono in forte aumento. Ad oggi si contano più 1500 casi da gestire. La Regione si trova in forte emergenza tra posti letto che scarseggiano, mascherine e tute protettive che stentano ad arrivare e tamponi sempre più difficili da effettuare. In questa situazione di caos, ci si è completmente dimenticati dei pazienti assistiti dalle Adi (assistenza domiciliare integrata) territoriali, che ricevono servizi fondamentali per la propria salute. I pazienti, non avendo la sicurezza che gli operatori (infermieri, fisioterapisti, Oss) sono al di fuori del contagio, hanno praticamente rinunciato ai servizi.

Dai primi giorni di marzo i malati si sono barricati in casa

I malati hanno rinunciando a servizi per loro primari, per paura del contagio e delle conseguenze gravissime che esso comporta. Nella sostanza i pazienti, sono stati completamente abbandonati perché non si è provveduto a mettere in sicurezza il personale Adi. È da ricordare che ogni singolo operatore ogni giorno si reca in media a casa di 7/8 pazienti stando inevitabilmente a contatto anche con i familiari di ogni singolo paziente. Quindi praticamente esposto perennemente al contagio, non disponendo, in tanti casi, neanche di ausili adeguati (mascherine e tute).

Cosa ha fatto ISAV?

L’associazione preso atto della situazione ha deciso martedì 31 marzo, in collaborazione con il Dott. Antonacci Dario, di richiedere mediante PEC indirizzata al Presidente della Regione Dott. Marco Marsilio e all’assessore alla salute Dott.ssa Nicoletta Verì, la messa in sicurezza del personale Adi e dei pazienti in condizioni gravissime. Lo scopo è quello di far lavorare gli operatori in assoluta sicurezza e di tranquillizzare i pazienti  che possono così riattivare i servizi indispensabili per la loro salute. Non è possibile che pazienti tracheostomizzati e che si nutrono tramite PEG non ricevano medicazioni da oltre un mese.  Allo stesso modo non è possibile che paziente paraplegici non effettuino la fisioterapia. L’associazione ad ogni modo, anche se vincolata dalle restrizioni governative per l’erogazione di particolari servizi a domicilio, sta continuando a lavorare ininterrottamente per essere affianco a tutti i malati di Sla Abruzzesi.

ISAV ha deciso di mettersi a disposizione delle istituzioni anche per segnalare i casi più delicati su cui intervenire.

L’associazione ISAV ad oggi accerta che nessuno dei 41 pazienti che sostiene è stato contagiato. Un risultato eccezionale merito di pazienti e familiari. Il non contagio è sintomo di attenzione, di disciplina nei comportamenti, del buon senso, della salvaguardia dell’altro più debole.

È però giunta l’ora, già tardiva, di riattivare l’assistenza primaria.

www.iosonoancoravivo.org

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