Disabilità in Abruzzo: la riforma non è ancora uguale per tutti

Dal 1° marzo 2026 la riforma della disabilità è entrata nella sua terza fase di sperimentazione. Un cambiamento avviato già nel 2025 e che troverà pieno completamento nel gennaio del 2027. In particolare, parliamo delle nuove procedure per l’accertamento dell’invalidità, scopri qui, che rendono il percorso più semplice, riducendo gli adempimenti burocratici e accelerando i tempi di valutazione. 

Tuttavia è importante sottolinea che la riforma, almeno per ora, non è applicata su tutto il territorio nazionale. 

Riforma della disabilità: terza fase di sperimentazione

L’INPS, con i messaggi n. 635637 e 639 del 23 febbraio 2026 ha illustrato le novità relative al completamento della fase sperimentale e all’entrata in vigore della riforma della disabilità. 

In particolare, la terza fase della sperimentazione ha visto il coinvolgimento di altre 40 provincie. Quest’ultime si vanno ad aggiungere alle 20 che utilizzano già le nuove procedure dal 2025. Le nuove 40 province interessate sono: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia, Verona.

Più precisamente, a partire dal 1° marzo 2026, nelle 40 province, la richiesta per l’accertamento della condizione di disabilità avviene esclusivamente tramite il nuovo “certificato medico introduttivo”, compilato e trasmesso telematicamente all’INPS  dal medico di base. 

Allo stesso tempo, il nuovo modello della riforma introduce una valutazione multidimensionale della persona. Superando il sistema basato sulle percentuali di invalidità  e valutazioni di due commissioni differenti. Di conseguenza, si redige il profilo di funzionamento. Un documento che descrive in maniera dettagliata capacità, limitazioni e bisogni assistenziali che influenzano la vita della persona.   

La centralizzazione del ruolo del medico di base in capo all’INPS e l’introduzione di criteri di valutazione standardizzati puntano proprio a ridurre disuguaglianze, garantendo maggiore uniformità sul territorio nazionale. Si tratta di un aspetto particolarmente importante per le persone con SLA, che potranno contare, almeno nelle intenzioni della riforma, su criteri di valutazione più omogenei. 

In Abruzzo riforma attiva solo a Teramo e a Chieti 

Per i cittadini abruzzesi è importante sottolineare un aspetto poco evidenziato. La riforma non è ancora operativa in tutta la regione. Attualmente le nuove procedure interessano esclusivamente le provincie di Teramo e Chieti, coinvolte nella sperimentazione. 

Nelle provincie di Pescara e L’Aquila, invece, continuano ad applicarsi le procedure ordinarie. Significa che resta ancora in vigore l’iter amministrativo con la domanda all’INPS successiva al certificato medico e la valutazione da parte delle Commissioni mediche integrate tra ASL e INPS. 

Quindi, chi presenta una domanda di invalidità civile in Abruzzo deve tenere in considerazione le modalità di accertamento ancora in base alla provincia di residenza. 

La fase di sperimentazione proseguirà fino alla definitiva entrata in vigore della riforma, prevista il 1° gennaio 2027, salvo modifiche normative. Da allora il nuovo modello sarà esteso a tutto il territorio nazionale. 

Se gli obiettivi saranno davvero raggiunti, la riforma rappresenterà un’opportunità importante per le persone che convivono con la SLA. Non solo consentirà di semplificare le procedure amministrative, ma permetterà di costruire percorsi di assistenza personalizzati, coordinati. E soprattutto aderenti ai bisogni reali dei pazienti e delle loro famiglie. 

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