Alimentazione e disfagia nella SLA: cibi consigliati e cosa evitare

Alimentazione e disfagia nella SLA sono un tema importante da conoscere per affrontare i pasti con maggiore sicurezza e serenità. Quando deglutire diventa più difficile, scegliere gli alimenti giusti, prestare attenzione alla loro consistenza e adottare semplici accorgimenti può fare la differenza, aiutando a ridurre la fatica e a mantenere un adeguato apporto di nutrienti e liquidi.

Ma quali sono i cibi più indicati? Quali, invece, possono risultare più difficili da gestire? E quali strategie possono rendere ogni pasto più semplice e sicuro? In questo articolo trovi consigli pratici per orientarti nell’alimentazione quotidiana, sempre nel rispetto delle indicazioni personalizzate del team sanitario. Scopri come individuare precocemente la disfagia clicca qui.

Alimentazione e disfagia nella SLA: perché la consistenza degli alimenti è importante

Nella sclerosi laterale amiotrofica (SLA), la disfagia può rendere difficoltosi masticazione e deglutizione, aumentando il rischio di aspirazione, disidratazione e perdita di peso. Tosse durante il pasto, voce umida o “gorgogliante”, difficoltà a gestire liquidi e alimenti, pasti molto lunghi o calo ponderale sono segnali da riferire al team curante. La valutazione di logopedista e dietista permette di individuare la consistenza più sicura, eventualmente attraverso esami specifici della deglutizione.

Cibi consigliati e alimenti da consumare con cautela

In base alla valutazione individuale, possono essere preferibili alimenti morbidi, umidi, omogenei e facilmente compattabili, come creme e vellutate adeguatamente preparate, purè, uova morbide, pesce tenero, carni tritate o omogeneizzate e yogurt della consistenza appropriata. Per contrastare il rischio di malnutrizione, le preparazioni possono essere arricchite dal dietista con fonti di energia e proteine.

Vanno invece valutati con particolare cautela gli alimenti secchi, friabili, duri o filamentosi, come cracker, biscotti secchi, frutta secca, carne fibrosa e alcune verdure crude. Anche gli alimenti a consistenza mista, per esempio brodo con pezzi o cereali nel latte, possono risultare difficili da gestire. I liquidi molto fluidi, come acqua e alcune bevande, possono richiedere una modifica della viscosità se la valutazione della deglutizione lo indica.

Alimentazione e disfagia nella SLA: strategie per pasti più sicuri e nutrienti

Mangiare quando si è meno affaticati, procedere con bocconi piccoli e rispettare la postura indicata dal professionista può rendere il pasto più gestibile. Può essere utile distribuire l’alimentazione nell’arco della giornata con pasti piccoli e frequenti, evitando che la stanchezza renda la deglutizione ancora più difficile. L’idratazione deve essere monitorata attentamente, soprattutto quando vengono utilizzati liquidi addensati. Nella SLA è importante controllare periodicamente peso, apporto alimentare e idratazione.

Se mangiare e bere per bocca diventano insufficienti o eccessivamente faticosi, è opportuno affrontare tempestivamente con il team multidisciplinare anche il tema della nutrizione enterale e della gastrostomia. L’obiettivo è preservare, per quanto possibile, sicurezza, adeguato apporto nutrizionale e qualità di vita.

Per approfondire il tema dell’alimentazione e della disfagia nella SLA, abbiamo ospitato ai microfoni di Radio ISAV, all’interno del programma Mondo SLA, un esperto che ha condiviso consigli e indicazioni utili. Clicca qui

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