ISEE 2026: cosa cambia per famiglie e persone con disabilità

ISEE 2026 le novità introdotte cambiano il modo in cui si valutano le condizioni economiche delle famiglie. Questo ha effetti concreti su diverse prestazioni, comprese quelle utilizzate dai nuclei in cui sono presenti persone con disabilità o malattie rare come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

È importante chiarire che il nuovo ISEE non sostituisce quello ordinario: si aggiunge ad esso e sarà utilizzato solo per specifiche misure stabilite dalla legge.

La Legge di Bilancio 2026 prevede infatti un nuovo sistema di calcolo dell’ISEE, che sarà applicato solo ad alcune prestazioni legate al sostegno familiare e all’inclusione. Con il Messaggio n. 102 del 12 gennaio 2026, l’INPS ha spiegato nel dettaglio come funziona questo nuovo indicatore, quali criteri devono essere seguiti e come dovrà essere applicato nella pratica.

Cinque le prestazioni coinvolte: come funzionerà nella pratica

Il nuovo sistema di calcolo si applica solo a cinque prestazioni specifiche. Si tratta dell’Assegno di inclusione, destinato alle famiglie in difficoltà economica; del Supporto per la formazione e il lavoro, rivolto a chi deve partecipare a percorsi di inserimento lavorativo; dell’Assegno unico e universale per i figli a carico, che prevede importi maggiori in caso di disabilità; del bonus asilo nido e dei contributi per l’assistenza domiciliare e infine del bonus nuovi nati.

L’INPS ha già aggiornato i propri sistemi informatici: le DSU presentate dal 1° gennaio calcolano automaticamente anche il nuovo indicatore. Inoltre, le domande che non erano state accettate con l’ISEE ordinario vengono ora sospese e riesaminate automaticamente.

Cambia il calcolo dell’ISEE 2026: quali sono gli effetti per le famiglie più fragili?

Le nuove regole cambiano il modo in cui viene calcolato l’ISEE e possono essere un aiuto concreto per le famiglie che vivono situazioni di grande fragilità, come quelle in cui è presente una persona con SLA. Questo è un aspetto importante per chi vive una disabilità grave/gravissima, dove spesso l’organizzazione familiare è più complessa e il carico assistenziale coinvolge tutti.

Per prima cosa, aumenta la soglia di valore della casa di proprietà che non viene considerata nel calcolo: fino a 91.500 euro per la maggior parte delle famiglie e fino a 120.000 euro nei capoluoghi metropolitani. È previsto anche un aumento della soglia per ogni figlio oltre il primo. In pratica, la casa pesa meno sull’ISEE 2026. Questo significa che molte famiglie proprietarie dell’abitazione in cui vivono rischiano meno di superare i limiti previsti per accedere alle prestazioni.

Un altro cambiamento riguarda la scala di equivalenza, cioè il sistema che tiene conto del numero dei componenti del nucleo familiare. È una situazione frequente anche nei nuclei in cui è presente un figlio con disabilità, dove spesso ci sono fratelli e sorelle. Anche questo intervento contribuisce ad abbassare l’indicatore e può facilitare l’accesso ai benefici.

Infine, resta confermata l’esclusione dal calcolo del patrimonio mobiliare dei titoli di Stato e dei prodotti postali fino a 50.000 euro. Per molte famiglie che mettono da parte risparmi, per affrontare spese sanitarie, terapie o periodi di difficoltà lavorativa, questa regola evita che i risparmi “di sicurezza” facciano aumentare l’ISEE, dando un’immagine non reale della situazione economica.

Nuovo ISEE 2026: cosa cambia davvero per le famiglie con disabilità o malattia rara

Il nuovo ISEE ha effetti concreti su alcune prestazioni molto utilizzate dalle famiglie in cui è presente una persona con disabilità o malattia rara.

Per quanto riguarda l’Assegno unico e universale, l’importo dipende dalla fascia ISEE: più l’indicatore è basso, più alta può essere la quota riconosciuta. Questo vale sia per la parte base sia per le maggiorazioni previste per i figli con disabilità. Le maggiorazioni spettano a prescindere dall’età del figlio e variano in base al grado di disabilità (media, grave o non autosufficienza). Se il nuovo calcolo abbassa l’ISEE, l’importo mensile può aumentare in modo significativo, soprattutto per le famiglie che prima superavano di poco una soglia.

Anche i contributi per l’assistenza domiciliare sono legati all’ISEE. Per i bambini con disabilità o malattia rara, questi aiuti servono spesso a coprire parte delle spese per servizi educativi, assistenza a casa o interventi di sollievo. Con il nuovo sistema, più famiglie potrebbero rientrare nelle fasce che prevedono contributi più alti.

Infine, l’Assegno di inclusione prevede una soglia ISEE precisa per poter accedere alla misura e per calcolarne l’importo. Le famiglie con una persona con disabilità possono ottenere il beneficio anche se non ci sono componenti obbligati a lavorare. L’aumento delle soglie sulla casa di proprietà e l’esclusione di alcuni risparmi dal calcolo riducono il rischio di superare i limiti previsti, soprattutto quando il valore dell’abitazione o i soldi messi da parte per le cure facevano crescere troppo l’indicatore rispetto alla reale disponibilità economica.

Cosa fare e cosa sapere in fase operativa

Chi ha già presentato la DSU 2026 non deve fare nulla: le domande sospese saranno riesaminate automaticamente dall’INPS. Attenzione però alla DSU compilata in autonomia: l’esclusione dei titoli di Stato fino a 50.000 euro va indicata manualmente.

Per l’Assegno unico, gennaio e febbraio 2026 saranno calcolati con l’ISEE 2025; il nuovo ISEE si applicherà da marzo.

In generale, il nuovo sistema dovrebbe rappresentare meglio la reale situazione economica delle famiglie con disabilità o malattia rara, riducendo il peso della casa e dei risparmi destinati alle cure.

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